Della lettura come fonte di vita…
“Una stanza senza un libro e’ come un corpo senza anima” Cicerone
Forse è il periodo della mia vita in cui la mie attività di lettura si sono fatte più intense, i motivi sono un po’ variegati, in generale ho sempre letto abbastanza in confronto ai ragazzi della mie età, mi viene spontaneo, quando sono fuori preferisco comprarmi un buon libro, che una felpuccia al mercato, un libro è per sempre, una volta letto e riletto lo porterai per sempre dentro di te, la felpuccia potrebbe durare qualche lavaggio…Un libro è per sempre se viene trattato con rispetto, amore, gelosia…si, io sono geloso dei miei libri, difficilmente li do in prestito, e tengo molto ad avere libri esclusivamente nuovi, ma sopratutto tengo ad avere nella mia libreria quello che leggo, non mi piace molto la filosofia della biblioteca, non potrei mai ora come ora leggermi un romanzo da un libro di biblioteca; i motivi sono molti, il primo,: amo rileggere i miei libri, i libri che giacciono nella mia libreria o sono stati letti più di una volta, altrimenti sono ancora nuovi, e aspettano li, incuranti del tempo…Amo leggere più di una volta i libri, perchè nella prima lettura ci perdiamo i particolari più belli, quelle sfumature che lasciamo quasi al caso, le lasciamo perchè intenti a finire il prima possibile, per sapere quella fine tanto inaspettata, la prima lettura si può dire superficiale, con un solo fine, data senza le giuste attenzioni, ma sono la seconda, o la terza lettura, che ti trasmettono tutto il significato, ti insegnano, integrano il libro in te, quel capolavoro senza tempo farà parte dei tuoi modi di pensare, funzionerà come un altro punto di vista nella visione della vita; perchè romanzi esistenziali come il Conte di Montecristo, memorie dal sottosuolo, il giocatore, o trattati politici come On the revolution, la fine della storia e l’ultimo uomo (solo per citarne alcuni) ti fanno pensare, ti danno uno sguardo critico su tutto ciò su cui posi il tuo sguardo, ti aprono la mente, ti fanno lasciare pregiudizi o preconcetti della nostra cultura che non hanno significato se non quello di appartenere a quei bagagli, che riteniamo tanto importanti, da trasmetterlidi generazione in generazione…fino a fargli perdere il suo vero significato


