Il mio rapporto con gli elementi…
“Il fuoco si leva in forme gioiose dalla culla oscura, in cui dormiva, e la sua fiamma si inalza e ricade e nuovamente erompe e si avvolge festosa, finché la sua materia è consunta, e allora fuma e lotta e si spegne: ciò che rimane è cenere”. (Friedrich Hölderlin)
Questa citazione fa da sinonimo alla nostra vita, la vita di essere un umano, paragonabile a quella di un braciere dentro un camino…è incredibile come ogni tanto mi salti alla mente qualche strana idea, questa mi è apparsa ieri sera, mentre preparavo la brace per cuocere la carne; mi chiedevo perchè ero tanto affascinato da quelle fiamme, così incostanti, mai una uguale all’altra, sia nelle dimensioni che nelle sfumature dei colori…un perchè forse c’è, il fuoco rispecchia un po’ il mio animo, mai uguale, fiero di se, imponente, pieno di passione e determinazione…non è che mi sto idolatrando, perchè il fuoco ha anche i suoi difetti, le sue debolezze, si accende troppo velocemente, ma si spegne in un attimo, ha continuamente davanti a se dei limiti, terra e acqua lo schiacciano, l’aria lo alimenta quando c’è, ma quando manca lo fa sparire…forse di tutti gli elementi è quello con più limiti, ma è quello che mi piace di più, probabilmente anche per la poca confidenza che ho con gli altri, con l’acqua non ho mai avuto dei buoni rapporti, non sono un buon nuotatore e quindi ho un po’ di paura tutte le volte che mi ritrovo nel mare aperto; l’aria potrebbe avere anche la mia simpatia (anche perchè ci è indispensabile, come comunque lo è anche l’acqua) ma è un elemento impalpabile, leggero, volatile, tutte proprietà che non vanno d’accordo con il mio carattere…rimane la terra, secondo le culture matriarcali, essa è il principio femminile per eccellenza, quella terra che ci dona splendidi paesaggi al passare di ogni stagione, ma che porta tristezza al nostro animo nel cupo inverno e troppa gioia nelle estati, dà e poi fa sparire, sinceramente soffro un po’ i cambiamenti di stagione, vedere gli alberi spogli mi rattrista, il fuoco al contrario mi da sempre sensazioni piacevoli.Fin da piccolo il mio amore per questo elemento era palese, quando ero dal nonno in campagna, ero sempre vicino al camino, impegnato con tutti i sensi, per cogliere quelle sfumature di colori, di odori, di rumori che per molti non significano niente, ma che a me donavano e donano emozioni; il fuoco in qualche maniera avvolge completamente i nostri sensi (solo il tatto ne rimane escluso), l’odore che sprigiona ogni tipologia di legno o essenza bruciata, porta in me diversi ricordi, fra i tutti, in Toscana è sovente trovare nel camino legna di olivo (anche se spesso si brucia altro), l’olivo è quello che preferisco, emana un odore unico e particolare, brucia lento, mi fa apparire davanti agli occhi quegli oliveti in cui ho trascorso buona parte della mia infanzia, giocandoci a calcio,spesso usati come porte, raccogliendo i fiori alle loro basi, cercando gli asparagi o portando a spasso i cani dei nonni, mi fa rivivere momenti belli e oggi pieni di significato. Un buon camino per me, ancora oggi, è una buona culla, una tana in cui rifugiarsi nei propri pensieri, ammirando l’alternarsi delle fiamme che salgono e scendono come il mio umore; nella mia vita ho visto splendidi camini, forse il più bello che rimane ben impresso nella mia mente, nonostante l’abbia visto da piccolo, è un camino di un amico del mio babbo, un camino in cui si entrava in piedi, uno di quei vecchi camini contadini in cui dentro si metteva a seccare ogni tipo di alimento, e in cui ci si raggruppava tutti insieme la sera prima di andare a letto, con le sedie vicino al fuoco, e il camino che univa tutti con il proprio calore, facendoci sentire protetti…

