L’uomo, la pipa e la donna…
Leggevo con certa diffidenza un libro di Fabio Volo “il tempo che vorrei” regalatomi da mia zia; le impressioni: non è un autore che passerà alla storia, idee nel libro ce ne sono poche, ma nel complesso il libro è fin troppo scorrevole (me lo sono letto in una notte), forse mi è piaciuto più del dovuto perchè mi sono un po’ impersonificato nella storia, sta di fatto che qualche aneddoto non è male, uno di questi mi ha colpito più degli altri, perchè mi ha fatto venire alla mente un paragone che spesso si fa, il connubio uomo/pipa e uomo/donna. In questo tratto del libro parla l’amico/collega di lavoro del protagonista, che dispensa consigli sessuali: “baciala con il fare dell’uomo, toccala con il fare della donna”. Forse è un po’ questo il segreto del rapporto uomo/pipa, un rapporto fatto di incertezze, difficoltà, paure, soddisfazioni, delusioni…tira e molla….ripartendo dall’aneddoto, a cosa si può paragonare il bacio nel rapporto fra uomo e donna a quello fra uomo e pipa? Secondo me è paragonabile alla scelta collezionistica, ogni pipa da noi scelta è un bacio che diamo alla donna dei nostri sogni, un bacio che va dato con fare maschio, la scelta se fatta a dovere non deve portare con se incertezze, dubbi…deve soddisfarci pienamente. Però mi viene da chiedermi, ma se la scelta è così soddisfacente, priva di dubbi, cosa porta l’individuo a vendere, scambiare le proprie pipe? Io rispondo: il rapporto che si ha con loro dopo l’acquisto, il toccarsi fra uomo e donna; dopo l’acquisto cambia tutto, la prima fumata è quella che sancisce almeno per me, il superamento o no del primo scoglio, non sto molto attento al sapore del tabacco alle prime fumate, fin tanto che difficilmente una pipa restituisca alle prime fumate un sapore gradevole, sto molto attento però a come la pipa si fa gestire, come sta in bocca, quanto riesco a sorreggerla, come riesco a stare a contatto con l’ambiente, come ci sto alla scrivania; voglio fare un esempio di quel che sta succedendo nella mia collezione (solo pipe dritte, casa Dunhill), al momento possiedo cinque pipe, la prima una Canadese gruppo 1 Bruyere, la seconda una Lovat gruppo 3 Shell, la terza una Billiard gruppo 4 Cumberland, la quarta una Liverpool gruppo 4 Ring Grain, la quinta una Billiard gruppo 4 County, se qualcuno scorre nei vecchi post leggerà di un mio acquisto delle pipe tre e quattro contemporaneo, la Ring Grain era fin dal principio il mio acquisto fatto da maschio, sicuro, senza dubbi, bella come la voglio io, una sabbiatura spettacolare, forma dritta, pipa scura; la Cumberland non è saltata subito all’occhio seppur ora con il senno di poi forse prenderei solo quella, questa scelta fatta con fare di donna, un po’ quando entrano nel loro negozio di shopping preferito, si provano tremila vestiti, ed escono con quello che meno le convinceva. Poi però c’è il passo successivo, il sentirsi la pipa/vestito addosso, sentirlo proprio, sentirsi una figura sola, è forse proprio questo il punto difficile cercare di immedesimarsi consapevolmente nella donna; è quando provo disagio con un certo oggetto che lo mollo, questa Ring Grain, non ha mai fatto scattare niente nel nostro rapporto, solo all’acquisto, è stato un po’ un colpo di fulmine finito presto, ora ci vedo tremila difetti, i tremila difetti che troviamo nella donna che abbiamo appena lasciato, ha il bocchino che finisce a punta, non era abbastanza intelligente, ha il rapporto fornello bocchino un po’ sproporzionato, non era abbastanza sensibile…una sola cosa mi viene da chiedermi, perchè ora troviamo tanti difetti quando prima ci sembrava così perfetta? Il tempo…tutto si risolve con il tempo, sembra essere il nostro miglior amico per certe cose, per esempio mi ha fatto capire due cose: che questi aneddoti sulle donne sono stronzate, ogni donna va capita singolarmente, non si possono fare regole universali, ce ne sarà qualcuna a cui piace esser picchiata e qualcuna a cui piacerà essere accarezzata, l’altra cosa, il nostro rapporto con le donne, con un po’ di fantasia può sempre esser paragonato alla pipa.


Commento di Ramon — 9 Gennaio 2010 @ 17:51
Mi è piaciuto moltissimo questo tuo post, e trovo giusto l’accostamento che hai fatto.
Calcisticamente parlando spesso i giornalisti sportivi dicono: “Vincere un torneo internazionale è sicuramente difficile ma confermarsi vincenti negli anni successivi lo è molto di più”. Ecco, ancora il tempo di mezzo, utile per confermare o meno le nostre scelte e la qualità delle pipe che abbiamo comprato. Per esperienza personale aggiungo solamente una postilla inerente la ciclicità. Non sempre, nel mio caso, tutte le mie pipe mi piacciono. Ho periodici allontanamenti da alcune di esse, mentre per altre il feeling non manca mai e smetto di fumarle solamente per dargli tregua. Non per tutte, insomma, l’approccio è simile, e - per tornare alle donne - non sono meritevoli del nostro amore solamente quelle più adatte a far da moglie e madre. Ci sono anche le amanti, e le donne dei sogni.
Per gli arabi, ad esempio, è facile distinguere: caviglia fina, buona amante - caviglia grossa, buona madre.
Ovviamente è una battuta
Commento di benve — 10 Gennaio 2010 @ 00:05
PIERI RIPESCATI!!!