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23 Gennaio 2010

Della prima Amber root…

Archiviato in: Lento Fumo, Pipe Dunhill — Mattia Petri @ 13:06

23012010622

“Ieri, sognando una lunga serata di lavoro, quel bel lavoro d’inverno, ho trovato la mia pipa. Ho buttato via le sigarette e con esse tutte le gioie infantili dell’estate, la memoria di foglie azzurrine illuminate dal sole, di abiti leggeri, e ho ripreso la mia pipa severa, da uomo serio che vuole fumare senza distrazione, per lavorare meglio” Stèphane Mallarmè

Avevo preannunciato da mesi l’acquisto di questa pipa, ma per motivi per lo più economici, solo l’altro giorno l’ho potuta fare mia, si tratta di una Amber Root Bulldog gruppo 3 (3204), è una pipa molto sportiva, per le linee suggestive e particolari, la vedo bene in bocca ad un giocatore di golf, negli spettacolari scenari (collinette, prati verdi, laghetti) di questo sport…Per ora il rapporto con la pipa sembra essere iniziato nei migliore dei modi, la pipa si fa gestire bene alla scrivania, mentre sto al pc o studio sui libri, ancora devo provare l’outdoor ma sono ottimista…A Parer mio questo shape è uno dei più difficili fra i classici, se stravolto rischia di far cadere la sua perfetta quadratura in interpretazioni pacchiane o prive di fantasia; questo shape non si presta bene ne a sabbiature e tanto meno a rusticature, lo vedo bene solo su pipe lisce, con ben in evidenza i due solchi nel cambio di direzione della testa, con l’assenza di questi due piccoli solchi circolari mi sembra che la linea generale si stravolga completamente perdendo gran parte della sua eleganza. L’Amber Root terra di mezzo fra le lisce Dunhill (per qualità), ha fra le colorazioni delle lisce quella che preferisco, mi sembra quella più naturale e quella che fra testa e bocchino ha più contrasto di colore (le Bruyere e le Chestnut le vedo troppo cupe), un contrasto che le da più brillantezza.Era un po’ che cercavo questa forma, ma difficilmente la si trova così ben fatta, e alla prima occasione non me la sono fatta scappare; la Bulldog mi ha sempre attratto, per quella quadratura caratteristica e le proporzioni perfette…il riassunto dello stile inglese in una pipa, insomma, cosa si può chiedere di più?!

2 Commenti »

  1. Commento di CarloP — 23 Gennaio 2010 @ 20:14

    Chapeau,
    un classico della produzione inglese. Niente da dire. dunhill urbi et urbi docet. Concordo con te sul fatto che si tratta di uno shape “pericoloso” in quanto troppo spesso male interpretato e reso pacchianamente dai pipemakers scandinavi e talvolta anche italiani. L’unico a tenere testa in campo bulldog all’amata maison inglese, secondo me, è Castello.
    Meno d’accordo sono circa la tua affermazione per cui lo shape in oggetto poco si presterebbe a sabbiature o rusticature. Ti invito a spulciarti gli shop sul web che pure tu conosci benissimo per vedere come anche un bel cumberland ci stia molto bene.
    Sulle rusticature, basta guardare le sea rock, magari con un bell’army mount in argento, mi pare che siano parimenti nobillime.

    Fumate orgasmiche con la tua nuova concubina.

  2. Commento di Ramon — 24 Gennaio 2010 @ 00:05

    Per ragioni tutte mie il bulldog ed il rhodesian mi risultano, a pelle, estranei eppure mi piacciono moltissimo ed anzi quasi invidio chi con loro si sente a suo agio. Non ho mai razionalizzato la cosa, penso si tratti semplicemente da come le sento in mano perché, ripeto, le trovo davvero delle belle pipe. Ottimo l’amber root, ad oggi - secondo la mia esperienza - è il finissaggio liscio che da maggiori soddisfazioni estetiche nell’invecchiamento. Good strike Mattia :)

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