Della prima Amber root…
“Ieri, sognando una lunga serata di lavoro, quel bel lavoro d’inverno, ho trovato la mia pipa. Ho buttato via le sigarette e con esse tutte le gioie infantili dell’estate, la memoria di foglie azzurrine illuminate dal sole, di abiti leggeri, e ho ripreso la mia pipa severa, da uomo serio che vuole fumare senza distrazione, per lavorare meglio” Stèphane Mallarmè
Avevo preannunciato da mesi l’acquisto di questa pipa, ma per motivi per lo più economici, solo l’altro giorno l’ho potuta fare mia, si tratta di una Amber Root Bulldog gruppo 3 (3204), è una pipa molto sportiva, per le linee suggestive e particolari, la vedo bene in bocca ad un giocatore di golf, negli spettacolari scenari (collinette, prati verdi, laghetti) di questo sport…Per ora il rapporto con la pipa sembra essere iniziato nei migliore dei modi, la pipa si fa gestire bene alla scrivania, mentre sto al pc o studio sui libri, ancora devo provare l’outdoor ma sono ottimista…A Parer mio questo shape è uno dei più difficili fra i classici, se stravolto rischia di far cadere la sua perfetta quadratura in interpretazioni pacchiane o prive di fantasia; questo shape non si presta bene ne a sabbiature e tanto meno a rusticature, lo vedo bene solo su pipe lisce, con ben in evidenza i due solchi nel cambio di direzione della testa, con l’assenza di questi due piccoli solchi circolari mi sembra che la linea generale si stravolga completamente perdendo gran parte della sua eleganza. L’Amber Root terra di mezzo fra le lisce Dunhill (per qualità), ha fra le colorazioni delle lisce quella che preferisco, mi sembra quella più naturale e quella che fra testa e bocchino ha più contrasto di colore (le Bruyere e le Chestnut le vedo troppo cupe), un contrasto che le da più brillantezza.Era un po’ che cercavo questa forma, ma difficilmente la si trova così ben fatta, e alla prima occasione non me la sono fatta scappare; la Bulldog mi ha sempre attratto, per quella quadratura caratteristica e le proporzioni perfette…il riassunto dello stile inglese in una pipa, insomma, cosa si può chiedere di più?!


