Curiosità, Studio e Riflessioni!
“In amore il particolare vale più dell’universale” Kierkegaard
Questo post parte dalla mia frequentazione del corso “teoria dei media”, forse il corso più difficile in cui fino a oggi mi sono imbattuto; una materia che però, grazie anche al preparatissimo professore, dà molti spunti di riflessione. Leggendo “Parlare al vento“ che per l’esame non è obbligatorio ma che aiuta nello studio dell’altro materiale, si conoscono tante curiosità del mondo della comunicazione, per esempio le cassette della posta sono un’invenzione moderna, le prime apparvero nel 1855 a Londra, gli Stati Uniti si adeguarono nel 1858; questa curiosità ha però un significato molto profondo, tenterò di spiegarlo brevemente: L’idea che le lettere implichino la consegna di un messaggio privato a un destinatario specifico si affermò tardi nel tempo, l’attuale divisione di genere tra corrispondenza personale e pubblica non esisteva in termini precisi nelle newsletter del XVIII secolo in Inghilterra e nelle colonie. La lettera “familiare” era distinta dalle newsletter, il precursore del moderno giornale, ma entrambe potevano essere editate per e dal pubblico. La posta in poche parole non era un canale sicuro. Le lettere all’ora erano più o meno come le attuali cartoline postali, e cioè indirizzate privatamente ma con un contenuto pubblico accessibile. Il primo francobollo per l’appunto apparve nel 1840 in Gran Bretagna e raffigurava la regina Vittoria, fu un passo notevole verso l’impersonalità dell’accesso visto che prima di allora, per ogni lettera, venivano registrati dagli uffici locali delle poste la ricezione e il pagamento della tassa che stranamente era a carico del ricevente, quindi le poste avevano sotto controllo tutte le letture dei riceventi. Per farla breve, i francobolli, le buste e le buche delle lettere resero chi spediva la posta sovrano, in linea di principio, della propria missiva. L’ufficio postale aveva così ottenuto qualcosa di simile a ciò che sant’Agostino o Locke auspicavano per il linguaggio: trasformare un sistema di significato implicitamente pubblico e pluralista in un sistema governato dalla volontà privata di colui che spediva le lettere. L’ufficio postale, organizzato secondo le restrinzioni del mittente sul ricevente, trasformò le lettere da creature di disseminazione (quello che si auspica nella bibbia per la comunicazione) in creature di apprente dialogo (quello che auspica Platone nel Fedro). Oltre a questa piccola curiosità, vorrei proporre una riflessione che ha poco a che vedere con quello appena detto. Vorrei parlare dell’autenticità; l’arrivo dei nuovi media, telefoni, registratori, radio, televisione ha acceso il dibattito sulle repliche, un dibattito che ha tirato fuori delle riflessioni molto interessanti. Focalizziamoci per esempio su un classico, la Monna Lisa di Leonardo da Vinci, nonostante le nostre tecnologie molto avanzate nessuno al giorno d’oggi può copiare in maniera perfetta questo quadro, quello che manca è l’effetto dell’invecchiamento, questo è il particolare che ancora oggi non si riesce a riprodurre; però possiamo ipotizzare che l’umanità arrivi a un livello tecnologico altissimo e che si riesca a riprodurre un quadro identico in ogni dettaglio a quello vero; Il nostro sguardo cadrà con il solito spirito critico su entrambi i quadri? i quadri sarebbero in tutto e per tutto la stessa cosa? la rispota è no, Una (l’originale) ci chiederebbe di percorre una serie di associazioni magiche contagiose indietro nel tempo, fino al periodo di Leonardo, l’altra ci lascerebbe impressionati dalla nostra stessa maestria. L’originale e la copia offrirebbero ai rispettivi visitatori uno stimolo diverso: il viaggiare nel tempo o guardare con stupore; un quadro sarebbe adatto per il Louvre l’altro per DisneyLand. Benjamin ci dice a ragione che: “le opere d’arte non sono solo testi, vale a dire, campi riproducibili di significanti; la loro origine, la vita successiva e la forma materiale, tutto questo ha un grande importanza. Oggetti identici stimolano posizioni ermeneutiche radicalmente differenti”. Come ha osservato Kierkegaard ”oggetti identici non sono mai identici, la ripetizione è impossibile”; un ‘opera è infestata da un’intera trama di fantasmi e leggende storiche, l’altra invece ha bisogno di essere rifornita di quell’aura. Lasciando stare le riflessioni a riguardo della comunicazione, a partire da questa riflessione vorrei passare all’oggetto pipa e alla casa di Duke Street. Nonostante molti tentino ,con copie ad oggi per lo più approssimative o con chiacchere poco veritiere, di rubare l’aura di questo marchio, nessuno ci riesce e mai ci riuscirà. L’originalità di tale marchio sta a mio avviso nella sua storia, nei suoi particolari che nessun altro marchio ha (e per citare di nuovo Kierkegaard ”In amore il particolare vale più dell’universale), se mai qualcuno riuscisse a riprodurre una Dunhill molecola per molecola, riuscirà solamente ad impossessarsi in maniera alternativa delle nuove tecnologie, ma la copia potrà al massimo finire tra le pipe da cesto, sarà solo e sempre l’originale a mantenere l’aura, a farci viaggiare nel passato e pensare ai primi artigiani Dunhill a lavoro, o allo studio delle forme oggi diventate classiche, che un tempo forse erano inusuali e innovative…sarà solo l’originale a farci provare certi sensazioni che la copia non può riprodurre in nessun modo.

