Dell’incoerenza e del senso comune…
“Chiunque può essere ragionevole, ma essere sani di mente è raro” Oscar Wilde
Più o meno è arrivata la primavera, dopo l’inverno più freddo della mia vita. La primavera ha su di me l’effetto che ha sulle piante, mi fa fiorire. Cosa fa fiorire in concreto? Prima di tutto la mia lucidità fisica, d’inverno sento il bisogno di dormire continuamente, forse dato dalla luce che durante il giorno è sempre opaca, e dalla notte che arriva troppo presto. Nonostante attualmente dorma meno ed abbia tra lavoro, università e momenti di svago orari abbastanza insostenibili, in primavera il mio aspetto si fa più bello, o almeno così è ai miei occhi. La primavera porta anche altri cambiamenti in me e sono sicuramente quelli più rilevanti, porta sempre la voglia di rinnovarsi, di rinnovare oltre che i progetti e le aspirazioni, le mie convinzioni più radicate, merito di questo, più che la primavera, in questo periodo è la lettura di alcuni autori classici; ultimamente mi sto incentrando su Nietzsche, è come se i miei occhi vedessero il mondo sotto un altro punto di vista, nonostante ancora non sia arrivato alla conclusione del primo libro (”Così parlò Zarathustra”). La lettura porta in me e nel mio pensiero una specie di incoerenza funzionale rispetto a quello fin’ora da me predicato e pensato; perchè incoerenza funzionale? Vorrei spiegarlo attraverso due famosi personaggi, uno è il solito Oscar Wilde, l’altro un protagonista della seconda guerra mondiale e della politica internazionale del dopoguerra, Winston Churchill. Piccola premessa introduttiva sull’incoerenza: nella nostra società, sopratutto in politica, la coerenza di una persona è caratteristica di rilievo attraverso la quale si rispecchia la sua serietà e la sua credibilità. Che dire, questo è il senso comune a cui io sono radicalmente contrario; la frase di Churchill rispecchia a pieno questa mentalità: “da giovane, se non sei progressista e di sinistra sei una persona senza cuore, da vecchio, se non sei conservatore e di destra, sei una persona senza cerverllo”; il mio professore di sociologia Filippo Buccarelli l’ha così commentata:<<è sbagliato ma c’è del vero>>. C’è del vero dico io, perchè questa è la tipica mentalità diffusa, che ha per esempio fatto perdere elettorato a Fini, che ha ritratto, a parer mio molto intelligentemente, maggior parte dei sunti di stampo fascista che profetizzava il Movimento Sociale Italiano da lui cambiato in Alleanza Nazionale e attualmente affluito nel Popolo delle libertà (l’unica cosa che non mi è piaciuta, è stato l’affluire nel partito elettorale di Berlusconi, è stata una perdita d’identità da parte della destra italiana). Wilde è il vero innovatore in questo dibattito, molti anni prima di Churchill diceva in uno dei suoi famosi e controversi aforismi: <<Non si è mai tanto sinceri come quando si è incoerenti>>; a mio avviso vedeva nello sviluppo del proprio pensiero, una capacità data ai pochi e di grande rilievo in società. A Wilde non piace l’uniformarsi che c’era all’interno delle classi al suo tempo; per casualità mi è capitato di leggere lo svolgimento delle cause in cui fu coinvolto (per omosessualità), tralasciando la brillantezza con cui risponde in ogni situazione, Wilde da l’idea di un uomo in continuo cambiamento, capace di assorbire ogni informazione, e di elaborarla sempre in maniera costruttiva. Penso che la coerenza a tutti i costi ha il potere di togliere alle persone il proprio individualismo, facendoci ritornare a momenti in cui l’individuo non esisteva, ma le visioni erano di gruppo, quei momenti che abbiamo superato con grandi innovazioni, quali per esempio la stampa e la conseguenti rilegature di libri in quantità mai viste prima (l’uomo e il suo libro, il rapporto solitario tra individuo e libro, e le prime visioni del singolo). Tanto perchè trovo che la coerenza di lungo periodo non sia il mio forte, ho fatto mettere da parte una Dunhill curva, con inserto in corno; una pipa dalle proporzioni perfette e dalla forma spettacolare, a breve ve la mostrerò…d’altronde ancora una Dunhill curva non l’ho mai provata, nella vita mi hanno insegnato che se, se ne ha le possibilità bisogna provare tutto…per questo ho fatto il bando Erasmus, e a settembre vado a Lisbona a continuare i miei studi…una primavera che porta grandi svolte insomma…


