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20 Aprile 2010

Curiosità, Studio e Riflessioni!

Archiviato in: Citazioni, Lento Fumo, Pipe Dunhill, Riflessioni — Mattia Petri @ 03:17

Mattia

“In amore il particolare vale più dell’universale” Kierkegaard

Questo post parte dalla mia frequentazione del corso “teoria dei media”, forse il corso più difficile in cui fino a oggi mi sono imbattuto; una materia che però, grazie anche al preparatissimo professore, dà molti spunti di riflessione. Leggendo “Parlare al vento“ che per l’esame non è obbligatorio ma che aiuta nello studio dell’altro materiale, si conoscono tante curiosità del mondo della comunicazione, per esempio le cassette della posta sono un’invenzione moderna, le prime apparvero nel 1855 a Londra, gli Stati Uniti si adeguarono nel 1858; questa curiosità ha però un significato molto profondo, tenterò di spiegarlo brevemente: L’idea che  le lettere implichino la consegna di un messaggio privato a un destinatario specifico si affermò tardi nel tempo, l’attuale divisione di genere tra corrispondenza personale e pubblica non esisteva in termini precisi nelle newsletter del XVIII secolo in Inghilterra e nelle colonie. La lettera “familiare” era distinta dalle newsletter, il precursore del moderno giornale, ma entrambe potevano essere editate per e dal pubblico. La posta in poche parole non era un canale sicuro. Le lettere all’ora erano più o meno come le attuali cartoline postali, e cioè indirizzate privatamente ma con un contenuto pubblico accessibile. Il primo francobollo per l’appunto apparve nel 1840 in Gran Bretagna e raffigurava la regina Vittoria, fu un passo notevole verso  l’impersonalità dell’accesso visto che prima di allora, per ogni lettera, venivano registrati dagli uffici locali delle poste la ricezione e il pagamento della tassa che stranamente era a carico del ricevente, quindi le poste avevano sotto controllo tutte le letture dei riceventi. Per farla breve, i francobolli, le buste e le buche delle lettere resero chi spediva la posta sovrano, in linea di principio, della propria missiva. L’ufficio postale aveva così ottenuto qualcosa di simile a ciò che sant’Agostino o Locke auspicavano per il linguaggio: trasformare un sistema di significato implicitamente pubblico e pluralista in un sistema governato dalla volontà privata di colui che spediva le lettere. L’ufficio postale, organizzato secondo le restrinzioni del mittente sul ricevente, trasformò le lettere da creature di disseminazione (quello che si auspica nella bibbia per la comunicazione) in creature di apprente dialogo (quello che auspica Platone nel Fedro). Oltre a questa piccola curiosità, vorrei proporre una riflessione che ha poco a che vedere con quello appena detto. Vorrei parlare dell’autenticità; l’arrivo dei nuovi media, telefoni, registratori, radio, televisione ha acceso il dibattito sulle repliche, un dibattito che ha tirato fuori delle riflessioni molto interessanti. Focalizziamoci per esempio su un classico, la Monna Lisa di Leonardo da Vinci, nonostante le nostre tecnologie molto avanzate nessuno al giorno d’oggi può copiare in maniera perfetta questo quadro, quello che manca è l’effetto dell’invecchiamento, questo è il particolare che ancora oggi non si riesce a riprodurre; però possiamo ipotizzare che l’umanità arrivi a un livello tecnologico altissimo e che si riesca a riprodurre un quadro identico in ogni dettaglio a quello vero; Il nostro sguardo cadrà con il solito spirito critico su entrambi i quadri? i quadri sarebbero in tutto e per tutto la stessa cosa? la rispota è no, Una (l’originale) ci chiederebbe di percorre una serie di associazioni magiche contagiose indietro nel tempo, fino al periodo di Leonardo, l’altra ci lascerebbe impressionati dalla nostra stessa maestria. L’originale e la copia offrirebbero ai rispettivi visitatori uno stimolo diverso: il viaggiare nel tempo o guardare con stupore; un quadro sarebbe adatto per il Louvre l’altro per DisneyLand. Benjamin ci dice a ragione che: “le opere d’arte non sono solo testi, vale a dire, campi riproducibili di significanti; la loro origine, la vita successiva e la forma materiale, tutto questo ha un grande importanza. Oggetti identici stimolano posizioni ermeneutiche radicalmente differenti”. Come ha osservato Kierkegaard ”oggetti identici non sono mai identici, la ripetizione è impossibile”; un ‘opera è infestata da un’intera trama di fantasmi e leggende storiche, l’altra invece ha bisogno di essere rifornita di quell’aura. Lasciando stare le riflessioni a riguardo della comunicazione, a partire da questa riflessione vorrei passare all’oggetto pipa e alla casa di Duke Street. Nonostante molti tentino ,con copie ad oggi per lo più approssimative o con chiacchere poco veritiere, di rubare l’aura di questo marchio, nessuno ci riesce e mai ci riuscirà. L’originalità di tale marchio sta a mio avviso nella sua storia, nei suoi particolari che nessun altro marchio ha (e per citare di nuovo Kierkegaard ”In amore il particolare vale più dell’universale), se mai qualcuno riuscisse a riprodurre una Dunhill molecola per molecola, riuscirà solamente ad impossessarsi in maniera alternativa delle nuove tecnologie, ma la copia potrà al massimo finire tra le pipe da cesto, sarà solo e sempre l’originale a mantenere l’aura, a farci viaggiare nel passato e pensare ai primi artigiani Dunhill a lavoro, o allo studio delle  forme oggi diventate classiche, che un tempo forse erano inusuali e innovative…sarà solo l’originale a farci provare certi sensazioni che la copia non può riprodurre in nessun modo.

3 Aprile 2010

Dell’incoerenza e del senso comune…

Archiviato in: Citazioni, Le mie abitudini, Lento Fumo, Libri, Pipe Dunhill — Mattia Petri @ 02:01

Io che fumo Amber Root!

“Chiunque può essere ragionevole, ma essere sani di mente è raro” Oscar Wilde

Più o meno è arrivata la primavera, dopo l’inverno più freddo della mia vita. La primavera ha su di me l’effetto che ha sulle piante, mi fa fiorire. Cosa fa fiorire in concreto? Prima di tutto la mia lucidità fisica, d’inverno sento il bisogno di dormire continuamente, forse dato dalla luce che durante il giorno è sempre opaca, e dalla notte che arriva troppo presto. Nonostante attualmente dorma meno ed abbia tra lavoro, università e momenti di svago orari abbastanza insostenibili, in primavera il mio aspetto si fa più bello, o almeno così è ai miei occhi. La primavera porta anche altri cambiamenti in me e sono sicuramente quelli più rilevanti, porta sempre la voglia di rinnovarsi, di rinnovare oltre che i progetti e le aspirazioni, le mie convinzioni più radicate, merito di questo, più che la primavera, in questo periodo è la lettura di alcuni autori classici; ultimamente mi sto incentrando su Nietzsche, è come se i miei occhi vedessero il mondo sotto un altro punto di vista, nonostante ancora non sia arrivato alla conclusione del primo libro (”Così parlò Zarathustra”). La lettura porta in me e nel mio pensiero una specie di incoerenza funzionale rispetto a quello fin’ora da me predicato e pensato; perchè incoerenza funzionale? Vorrei spiegarlo attraverso due famosi personaggi, uno è il solito Oscar Wilde, l’altro un protagonista della seconda guerra mondiale e della politica internazionale del dopoguerra, Winston Churchill. Piccola premessa introduttiva sull’incoerenza: nella nostra società, sopratutto in politica, la coerenza di una persona è caratteristica di rilievo attraverso la quale si rispecchia la sua serietà e la sua credibilità. Che dire, questo è il senso comune a cui io sono radicalmente contrario; la frase di Churchill rispecchia a pieno questa mentalità: “da giovane, se non sei progressista e di sinistra sei una persona senza cuore, da vecchio, se non sei conservatore e di destra, sei una persona senza cerverllo”; il mio professore di sociologia Filippo Buccarelli l’ha così commentata:<<è sbagliato ma c’è del vero>>. C’è del vero dico io, perchè questa è la tipica mentalità diffusa, che ha per esempio fatto perdere elettorato a Fini, che ha ritratto, a parer mio molto intelligentemente, maggior parte dei sunti di stampo fascista che profetizzava il Movimento Sociale Italiano da lui cambiato in Alleanza Nazionale e attualmente affluito nel Popolo delle libertà (l’unica cosa che non mi è piaciuta, è stato l’affluire nel partito elettorale di Berlusconi, è stata una perdita d’identità da parte della destra italiana). Wilde è il vero innovatore in questo dibattito, molti anni prima di Churchill diceva in uno dei suoi famosi e controversi aforismi: <<Non si è mai tanto sinceri come quando si è incoerenti>>; a mio avviso vedeva nello sviluppo del proprio pensiero, una capacità data ai pochi e di grande rilievo in società. A Wilde non piace l’uniformarsi che c’era all’interno delle classi al suo tempo; per casualità mi è capitato di leggere lo svolgimento delle cause in cui fu coinvolto (per omosessualità), tralasciando la brillantezza con cui risponde in ogni situazione, Wilde da l’idea di un uomo in continuo cambiamento, capace di assorbire ogni informazione, e di elaborarla sempre in maniera costruttiva. Penso che la coerenza a tutti i costi ha il potere di togliere alle persone il proprio individualismo, facendoci ritornare a momenti in cui l’individuo non esisteva, ma le visioni erano di gruppo, quei momenti che abbiamo superato con grandi innovazioni, quali per esempio la stampa e la conseguenti rilegature di libri in quantità mai viste prima (l’uomo e il suo libro, il rapporto solitario tra individuo e libro, e le prime visioni del singolo). Tanto perchè trovo che la coerenza di lungo periodo non sia il mio forte, ho fatto mettere da parte una Dunhill curva, con inserto in corno; una pipa dalle proporzioni perfette e  dalla forma spettacolare, a breve ve la mostrerò…d’altronde ancora una Dunhill curva non l’ho mai provata, nella vita mi hanno insegnato che se, se ne ha le possibilità bisogna provare tutto…per questo ho fatto il bando Erasmus, e a settembre vado a Lisbona a continuare i miei studi…una primavera che porta grandi svolte insomma…

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