Di Me E Dei Miei Pensieri.it

24 Ottobre 2009

Un’altra visione…

Archiviato in: Lento Fumo, Pipe, Riflessioni, Tabacco — Mattia Petri @ 03:33

Foto blog

Venerdì piovoso, come capita ultimamente ero a lavoro in pizzeria, arrivato da non molto stavo aspettando fuori dalla porta l’arrivo della spesa, come solito, dirigo il mio sguardo verso la via, lo faccio per curiosità, per cercare di individuare particolari che potrei non aver mai visto, Firenze è una città piena di tesori nascosti, mi giro alla mia sinistra e mi vedo un signore sulla sessantina, capello bianco, viso segnato dal tempo, e penzolante dalla bocca una pipa curva, liscia, e ben consumata e apparentemente anonima, io come al mio solito, forse un po’ troppo invasivo, attacco bottone, chiedo che tabacco stesse fumando, e lui tutto tranquillo mi tira fuori dalla tasca una bustina colorata di Scandinavik mixture, ed aggiunge che fuma quello perchè anche gli altri lo tollerano, molto probabilmente, almeno dall’aspetto quella era la sua unica pipa, o forse una delle poche; è bello vedere come questi fumatori fuori dal web siano disincantati dalle nostre fissazioni di avere la pipa più bilanciata e sabbiata che ci sia, io spesso penso che fumare la pipa, oltre a soddisfare i miei gusti, sia una grande passione, su cui informarsi, su cui formarsi, questi signori di vecchia data hanno tutta un’altra visione, proprio davanti ai miei occhi svuota la pipa, e tempo di prendere il tabacco dalla busta la pipa è già li che fa il suo lavoro, la pipa per loro è una compagna di viaggio, come una seconda moglie da cui non separarsi mai, è qualcosa che gli sta sempre vicino, qualcosa di cui non si fanno mille problemi, non stanno attenti se è abbastanza pulita (molti di questi signori, non sanno neanche che esistono gli scovolini), o se il gusto del tabacco è molto piacevole, la pipa per loro è come un’amica a cui confidarsi, qualcosa che non ti fa sentire solo, qualcosa che non pretende nulla da te; sensazioni che almeno per ora sento un po’ estranee perchè vedo le mie pipe come un oggetto di pregio, qualcosa di cui avere la massima cura, da cui pretendere il massimo in ogni momento, qualcosa da analizzare, di cui scoprire pregi e difetti, qualcosa che ancora non riesce veramente a scacciare la solitudine, ma sicuramente devo ancora crescere…Strano da dirsi, il giorno prima, a cena fuori con la mia ragazza, mi vedo sulla porta del ristorante, un distinto signore, con una bella Castello in bocca, questa volta non attacco, ma solo a guardarlo, sembrava quasi che l’impatto fosse molto diverso dal signore con cui ho parlato ieri, pipa ben curata, fumata corta, in compagnia di una sigaretta, tempo 10 minuti e rientra dentro, forse per continuare il pasto, questo mi fa pensare, molto probabilmente sono anche le nostre posizioni sociali che influiscono sulla nostra visione della pipa, quello di ieri, un signore di San Frediano, un signore di quartiere, quello di giovedì molto probabilmente un avvocato, o un notaio, un signore che questa volta vede la pipa come un piccolo passatempo su cui fare collezionismo, un signore che ha poco contatto con la realtà se non quella lavorativa…

9 Ottobre 2009

Sull’arte del bere tè

Archiviato in: Le mie abitudini, Lento Fumo, Tabacco, — Tag:, , , , , — Mattia Petri @ 00:17

L'arte di bere il tè

“Il cuore della Ceremonia del tè consiste nel preparare una deliziosa tazza di tè; disporre il carbone in modo che riscaldi l’acqua;sistemare i fiori come fossero nel giardino; in estate proporre il freddo, in inverno il caldo; fare tutto prima del tempo; preparare per la pioggia; e dare a coloro con cui ti trovi ogni considerazione” Sen no Rikyù.

Tè e Tabacco, per me sono quasi un connubio perfetto, sembra che interagiscono fra di loro, sembra che abbiano un comune accordo su chi per prima occuperà i miei sensi; per me sono molto simili, escludendo che uno si beve e l’altro si fuma, hanno in comune molte cose, la teiera (se di qualità) si caratterizza, non va mai lavata con il sapone, va sempre sciacquata con acqua fredda e asciugata con pochissima pressione, ci va bevuto sempre il solito tipo di tè (o verde, o nero, o bianco…), la pipa ha la stessa proprietà, pian piano si caratterizza con i sapori dei tabacchi più fumati, più profumati; entrambi hanno un’ampia scelta, esistono centinaia di variazioni di pianta di tè, trattamenti, modalità d’infusione, ed esistono moltissime varietà di tabacco, diversi trattamenti e migliaia di possibili accoppiamenti fra le varie tipologie . Quella di bere il tè si può definire un’arte, preparare un buon tè necessita di tempo, dedizione, passione, pace interiore, in un certo senso è come prepararsi ad una fumata, nello sbriciolare il tabacco, essere sicuri della giusta umidità, caricare con parsimonia, fumare con rilassatezza. Se manca solo un’ingrediente tutta la ricetta non sarà piacevole ai nostri sensi sia per la preparazione del tè sia per la preparazione della nostra pipa…

Qualche curiosità sulla cerimonia Giapponese (ripresa da QUA): la diffusione del tè è universale, ma in nessun altro luogo al mondo questa bevanda ha fornito un apporto così sostanziale alla cultura come in Giappone, dove l’atto di preparare e bere il tè ha acquisito un alto significato estetico, artistico e filosofico. Essa non è un semplice passatempo per conversare di frivoli pettegolezzi o un modo raffinato di dissetarsi. Esprime piuttosto una filosofia di vita. Gli ospiti che intervengono alla cerimonia devono trovare in essa un’oasi di pace e di tranquillità dalle ansie del mondo, dove la mente possa aprirsi a una serena riflessione o meditazione. La cerimonia del tè incarna la ricerca della bellezza del popolo giapponese, la cui raffinatezza si esprime tramite la semplicità e la povertà delle cose. Una tazza di tè per soddisfare l’umano bisogno di serenità. L’essenza della cerimonia che il grande maestro Sen no Soeki detto Rikyu (1522-91) è arrivata fino a noi incontestata, Egli ha raccolto i principi fondamentali (o virtù) della cerimonia del tè in quattro semplici parole:

  • wa, armonia tra le persone e con la natura, armonia degli utensili e la maniera in cui essi vengono usati;
  • kei, rispetto verso tutte le cose e sincera gratitudine per la loro esistenza;
  • sei, purezza interiore, ma anche nitore e pulizia delle cose che ci circondano;
  • jaku, tranquillità e pace della mente, conseguente alla realizzazione dei primi tre principi.

cerimonia te_tm2

Questa, invece, la leggenda della creazione della pianta del tè, mi è stata raccontata l’altro giorno, dal mio caro amico Rocco, ha due caratteristici locali, un negozietto e una tea house nel centro di Firenze, una delle poche persone con cui dialogo piacevolmente su qualsiasi argomento possibile, davvero un ottimo conversatore; La Nascita del tè: la bevanda del tè ha una buona dose di caffeina, era un valido sostegno alle estenuanti pratiche meditative dello zuòchán: metodo di ricerca della spiritualità nel buddismo, si è posti seduti per terra con le gambe incrociate, il corpo ben eretto, ma allo stesso tempo rilasatto; il metodo impone lunghi tratti di veglia, la leggenda dice che il fondatore di questa scuola, si promise di restare sveglio in meditazione 7 anni, si dice che riuscì a resistere fino al quinto anno, poi si addormentò, risvegliatosi, pieno di rabbia si strappò le palpebre per impedire nuovamente l’assopimento gettandole via, da queste nacquero le prime piante del tè.

Ritornando all’accoppiamento tabacco, tè è curioso pensare a quanta importanza hanno avuto nella storia dell’umanità, per citarne una, hanno avuto molta importanza nella costruzione dello stato americano, chi non conosce il Boston Tea Party o le famose piantagioni di tabacco americane, dove si ebbero i primi scontri fra bianchi e neri…

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