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	<title>Di Me E Dei Miei Pensieri.it</title>
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	<description>Uno di essi, uno dei loro profeti, disse che i Cretesi mentono sempre [...] Quest'affermazione è vera</description>
	<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 00:13:34 +0000</pubDate>
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		<title>Fumare bene.. porta ispirazione nella scrittura!</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 00:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Petri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso dopo un buon fumare, mi viene voglia di scrivere, per lo più dei miei dubbi, delle mie insicurezze e delle mie incertezze. Quella che si presenta oggi, è la mia teorica partenza a settembre per l&#8217;erasums, i documenti sono tutti pronti, è rimasto solo da firmare il foglio per la borsa di studio&#8230;e diciamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso dopo un buon fumare, mi viene voglia di scrivere, per lo più dei miei dubbi, delle mie insicurezze e delle mie incertezze. Quella che si presenta oggi, è la mia teorica partenza a settembre per l&#8217;erasums, i documenti sono tutti pronti, è rimasto solo da firmare il foglio per la borsa di studio&#8230;e diciamo che questo foglio ha portato una marea di dubbi in me, sopratutto quando ho visto in allegato il foglio di rinuncia che mi ha fatto pensare, fin troppo. Riassumendo in poche parole, ad oggi sono quasi pronto a firmare la lettera di rinuncia, molti si affretteranno a dire che sono un folle, un pazzo, e che un&#8217;esperienza così non meriti una rinuncia. Beh come potrei essere in disaccordo con questi lettori, visto che sono un alto sostenitore di esperienze del genere, quella della stagione a Rimini dell&#8217;anno scorso me ne ha dato anche la conferma; però devo ammettere che in questo momento ci sono troppi motivi per rinunciare, quelli che mi conoscono punteranno subito il dito sul riavvicinamento repentino con una certa persona e niente altro; ma non è così, o almeno questo non è l&#8217;unico motivo. Quella lettera della borsa di studio è arrivata circa un mese fa, e quel bacio un po&#8217; ubriaco non era ancora arrivato, anche se devo ammettere che gli ultimi eventi mi hanno portato a dare una bella spinta ai miei dubbi.
<p>Le mie maggiori paure si riassumono così: disorganizzazione nell&#8217;affrontare questo tipo di esperienza ( nel tempo della vincita del bando a oggi, non sono riuscito a iscrivermi a un corso di portoghese, non sono riuscito a raccimolare i soldi per avere sicurezza economica, non sono riuscito ad avere una panoramica completa della città come mi ero ripromesso di fare), mi sono accorto che i legami extrasentimentali che ho stretto quest&#8217;anno non meritano neanche lontanamente di essere abbandonati, l&#8217;affetto che mi lega a mio fratello, l&#8217;Alessia, il Cibe e alla Pani come ama farsi chiamare, è qualcosa di mai provato, fiduciosi confidenti, consigliatori straordinari e riflessivi, persone con creatività, simpatia, stravaganza e un po&#8217; di follia; persone che in tutta la vita non si erano presentate o almeno si divertivano a giocare a un nascondino a cui ho saputo porre rimedio forse con fin troppo ritardo. Sento che l&#8217;esperienza portoghese potrebbe portare a due risultati , il paradiso, un&#8217;esperienza bellissima da non dimenticare mai, e l&#8217;inferno, la continua consapevolezza di aver lasciato quelle persone, difficoltà nell&#8217;ambientarsi, il rischio di perdere un altro anno di università e chissà mai il rimpianto di aver lasciato una ragazza davvero importante&#8230;
<p>In questo momento non ho voglia di tirare la monetina, sento di essere nel mio mondo, e di star bene dove sono, le occasioni si ripresentano, ma non tutte, l&#8217;erasmus si ripresenterà, chissà mai, forse nella specialistica, certe persone ti danno solo un&#8217;opportunità e non vale la pena sprecarla così senza pensarci neanche. Per questa volta passo, la prossima volta probabilmente parteciperò con più vigore.</p>
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		<title>Ci sono persone che&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 01:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Petri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Non riempire la vita di attimi, riempi gli attimi di vita&#8221; Jim Morrison
&#8230;ti entrano per motivi inspiegabili direttamente nel cuore, persone che colmano i vuoti che hai dentro, persone che fanno di te una essere diverso. Sono quelle persone che ti fanno felice con un semplice sorriso, un battito di ciglia ritmato diversamente, che riescano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://dimeedeimieipensieri.it/files/2010/08/20944_1329547925878_1446374363_30945986_6329421_n.jpg" rel="lightbox[70]" title="20944_1329547925878_1446374363_30945986_6329421_n.jpg"><img src="http://dimeedeimieipensieri.it/files/2010/08/20944_1329547925878_1446374363_30945986_6329421_n.jpg" alt="20944_1329547925878_1446374363_30945986_6329421_n.jpg" /></a></p>
<p align="center">&#8220;Non riempire la vita di attimi, riempi gli attimi di vita&#8221; Jim Morrison</p>
<p align="center">&#8230;ti entrano per motivi inspiegabili direttamente nel cuore, persone che colmano i vuoti che hai dentro, persone che fanno di te una essere diverso. Sono quelle persone che ti fanno felice con un semplice sorriso, un battito di ciglia ritmato diversamente, che riescano a sorprenderti anche nelle piccole cose. Chiamatele come volete, affinità, simpatie, botte di cuore giovanili, e forse non sono niente di tutto questo ma semplicemente le persone giuste; persone con sensibilità straordinaria, che sanno quando e come aiutarti, ne ho conosciute fin troppe in questo ultimo anno per come ero abituato fin&#8217;ora, e partire per Lisbona sembra sempre più difficile&#8230;</p>
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		<title>Di un&#8217;altra alba..</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 04:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Petri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai si è fatto giorno, l&#8217;ennesima alba di questa estate un po&#8217; così, senza orari, senza grosse pretese, un&#8217;estate che aspetta l&#8217;arrivo di settembre, per l&#8217;ormai famosa partenza. Mi è capitato di rifare quella strada, la facevo spesso tre anni fa, quando tornavo a giorno fatto, dopo notti di pura passione clandestina, credendo di essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai si è fatto giorno, l&#8217;ennesima alba di questa estate un po&#8217; così, senza orari, senza grosse pretese, un&#8217;estate che aspetta l&#8217;arrivo di settembre, per l&#8217;ormai famosa partenza. Mi è capitato di rifare quella strada, la facevo spesso tre anni fa, quando tornavo a giorno fatto, dopo notti di pura passione clandestina, credendo di essere dentro una favola che non sarebbe mai finita; è bello vedere nuovamente quelle scene, dietro di me il sole che tenta di superare le colline, davanti a me gli ultimi lumi ancora accesi e il cielo scuro che non decide a svegliarsi, neanche una nuvola lassù, quasi a testimoniare la perfezione di certi momenti. Intorno, un silenzio quasi tombale, solo il cinguettare di qualche uccello mattiniero mi da la sensazione di esserci veramente, di non sognare ad occhi aperti; lascio i pensieri spaziare, vedo davanti a me tante belle persone, piacevoli, mi accorgo che, nonostante la mia diffidenza diffusa, riesca a stringere dei legami indelebili, mi spunta il sorriso sul volto, cambio direzione, vedo i primi raggi spuntare, è spettacolo puro, la mia città che sorge, in alto si staglia il cupolone del Duomo a vegliare tutto, la tranquillità mi pervade, sono intrinso dei profumi dell&#8217;amore, lascio andare ogni preoccupazione e penso che vivere intensamente ogni momento è solo nostro dovere.</p>
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		<title>Fukuyama e le sue profezie&#8230;</title>
		<link>http://dimeedeimieipensieri.it/2010/07/26/fukuyama-e-le-sue-profezie/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 00:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Petri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[ « Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> « Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto. » Walt Whitman</p>
<p> Ormai qualche anno fa, lessi due libri, che in qualche modo hanno segnato profondamente il mio approccio alla politica; gli autori sono diversi, il primo è Francis Fukuyama con &#8220;La fine della storia e l&#8217;ultimo uomo&#8221;, l&#8217;altro è un&#8217;autrice di vedute a parer mio molto futuristiche e rivoluzionarie, Anna Arendt con &#8220;On the revolution&#8221;. Sotto l&#8217;aspetto dell&#8217;attivismo politico non posso dire di darmi troppo impegno a confronto degli altri iscritti a scienze politiche, però c&#8217;è una nota da fare, personalmente odio profondamente il sistema di democrazia partitico che si è venuto a formare in Italia e nell&#8217;occidente; il tipo di democrazia che guida l&#8217;occidente e quindi il sistema che è etichettato come migliore e moderno sta pian piano autodistruggendosi sotto i colpi di crisi economiche, crisi di governo, povertà in aumento e problema del terzo mondo ancora vivo. Quali sono i problemi? I problemi a mio avviso sono molti, in primis il nome che viene dato ai nostri sistemi, democrazia significa come molti bene sanno potere del popolo, ma ad uno sguardo anche poco attento ci si accorge che il potere del popolo si limita ad un voto ogni quattro anni, un voto che va a liste già preconfigurate dai partiti, non so a voi, ma a me non sembra che questo popolo abbia tutto questo potere; il secondo problema è il fallimento del cosiddetto &#8220;welfare state&#8221; o detto all&#8217;italiana &#8220;stato del benessere&#8221;, un progetto di grandi vedute, che ha funzionato alla belle e meglio parecchi anni, ma che ora pare arrivato al collasso, vuoi per i grandi sprechi degli anni &#8216;70-&#8217;80-&#8217;90, vuoi per l&#8217;aumento della longevità umana, vuoi che sulle idee sia un grande progetto ma che sui fatti sia veramente difficile da realizzare.Tornando ai due libri, Fukuyama nel suo trattato analizza la democrazia, e il titolo che da al saggio è praticamente la somma che tira &#8220;la fine della storia e l&#8217;ultimo uomo&#8221; inteso come la fine del processo di evoluzione politico, l&#8217;umanità è arrivata alla democrazia, gli altri tipi di sistema sono falliti chi prima come Fascismo e Nazismo,  e chi dopo come Socialismo e Comunismo (senza contare quelli morti prima come Monarchie assolute, forti Aristocrazie, e sistemi misti); l&#8217;umanità è arrivata alla democrazia perchè il sistema politico non è capace di formulare nuove teorie di governo in grado di superare la democrazia senza tornare ai sistemi già decaduti; per Fukuyama la democrazia liberale è il punto di arrivo perfetto perchè se ben equilibrata nei suoi poteri non può degenerare in niente di peggio e non deriva da degenerazioni.Ora dato per buono quello detto da Fukuyama, su cui si può essere in accordo o in disaccordo, Anna Arendt nel suo scritti descrive un tipo di democrazia profondamente diverso da quello in cui viviamo oggi, un tipo di democrazia che prende esempio dalla civiltà delle polis greche e che è apparso nella storia solo durante la rivoluzione americana e in parte in quella russa con i soviet. La Arendt descrive un tipo di democrazia in cui la popolazione è portata ad un attivismo profondo nella politica, lei dice che la politica è la nostra vita perchè riguarda il proprio interesse personale, partendo da questo presupposto lei prospetta la creazione di tanti consigli in cui il potere scaturisce dal basso e si viengono a creare attraverso la decisione di tutti i cittadini altri consigli che man mano formeranno il parlamento direttamente dal popolo, così funzionava la democrazia americana e i soviet russi, un sistema di meritocrazia perfetta, chi vale va avanti senza giudici scorretti o gruppi di interesse particolaristici. Un sistema a piramide con il potere in basso, qualcosa di molto conflittuale ma con grandi possibilità (Machiavelli ci aveva visto lungo quando affermava che una società piena di conflitto è il miglior motore della politica). Il sistema di elezione cosiddetto medioevale che faceva capolino in America faceva si che gli eletti fossero controllati dai consigli e costretti a perseguire gli interessi degli elettori, a differenza di quello virtuale attualmente presente. Il bello di quegli anni è che più del 70% della popolazione americana partecipava attivamente alla politica e lo faceva per il piacere di parteciparvi, ancora si viveva per la politica e non di politica come si usa fare oggi.Le osservazioni della Arendt sono in se qualcosa di molto bello e dal mio punto di vista auspicabili, però l&#8217;autrice non ha lasciato scritto in modo chiaro come arrivare a un tipo di democrazia così impostato, ci si può immaginare che l&#8217;unico modo sia lo scoppio di una rivoluzione (anche se oggi pare un po&#8217; impraticabile questa via, almeno nei paesi occidentali), la Arendt indica dei micro-moti rivoluzionari e di richiesta di riconoscimento come veicoli per arrivare a questo tipo di democrazia o almeno dice che sono segni di vitalità della popolazione che ancora forse non è veramente morta come dice Fukuyama (per esempio i moti di qualche anno fa nelle periferie Parigine avrebbero fatto felice l&#8217;autrice).Concludendo posso dire che attualmente con il sistema che abbiamo il nostro interesse per la politica non potrà che continuare a cadere, sfociando in scontentezza cronica verso qualunque decisione di questi governi che non sono fatti neanche di tecnici e quindi portati a prendere decisioni d&#8217;interesse personale o che vanno ad aiutare solo certe classi sociali, aumentando come sta già succedendo il dislivello di redditi con un appiattimento sempre più marcato verso il basso.</p>
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		<title>Di un altro anno che passa&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 01:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Petri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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Ormai i miei 22 anni sono ufficializzati, è passato un altro anno, molto velocemente, fin troppo; è stato un po&#8217; l&#8217;anno della svolta, ho avuto grandi esperienze, ed ho messo le basi per fare qualcosa di grande. L&#8217;anno scorso di questi tempi avevo da poco iniziato la stagione a Rimini, intanto però ero riuscito a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://dimeedeimieipensieri.it/files/2010/06/19656_1262884205376_1027854428_30618289_5659198_n1.jpg" rel="lightbox[64]" title="19656_1262884205376_1027854428_30618289_5659198_n1.jpg"><img src="http://dimeedeimieipensieri.it/files/2010/06/19656_1262884205376_1027854428_30618289_5659198_n1.jpg" alt="19656_1262884205376_1027854428_30618289_5659198_n1.jpg" /></a></p>
<p>Ormai i miei 22 anni sono ufficializzati, è passato un altro anno, molto velocemente, fin troppo; è stato un po&#8217; l&#8217;anno della svolta, ho avuto grandi esperienze, ed ho messo le basi per fare qualcosa di grande. L&#8217;anno scorso di questi tempi avevo da poco iniziato la stagione a Rimini, intanto però ero riuscito a stringere rapporti forti con le nuove conoscenze, che ancora oggi perdurano grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, ma sopratutto perchè si è stretto qualcosa di importante con alcune di loro. Quella della stagione un&#8217;esperienza strabiliante che divergeva completamente dal mio stile di vita abbastanza da fighetto che avevo fino ad allora. Ho conosciuto in particolare due persone che rimarranno sempre nei miei ricordi, le due persone sono Davide, il mio collega di sala, e Mattea la figlia della proprietaria dell&#8217;albergo davanti a dove lavoravo; due persone piene di personalità, simpatiche, estroverse, impulsive, e incredibilmente piacevoli, amanti della follia, che sono riusciti a trasmettermi tanta voglia di vivere con un po&#8217; di follia la mia età.Intanto per le mie scappatelle estive finiva la storia d&#8217;amore più importante che ho avuto fin&#8217;ora, 3 anni di tira e molla che hanno lasciato un segno indelebile, e che mi hanno fatto capire cosa vuol dire amare e rispettare una persona. Finita la stagione, il ritorno a Firenze è stato un po&#8217; traumatico, persa la fidanzata e la compagnia di amici, sopratutto perso l&#8217;amico che fino a prima dell&#8217;estate era l&#8217;unico che credevo di poter chiamare così: ha deciso che per lui era più importante mettere le mani sulla mia ex, che rispettare la fiducia di un amico&#8230;poco importa, certe persone meglio perderle che trovarle&#8230;Ritorno al vecchio posto di lavoro, e rinizio con nuovo piglio l&#8217;università; a lavoro ci sono delle piccole novità sono costretto a fare la sponda fra due pizzerie, ma col senno di poi sono contento di questa cosa, ho imparato nuove cose e come cameriere mi sento molto più completo ed ho conosciuto nuove persone.Per il lato studio ho visto segnare due nuovi voti sul mio libretto universitario, Sociologia e Scienza Politica, due esami importanti per la mia facoltà e ancora sono in corsa con gli appelli estivi.Nel frattempo entro nella compagnia di mio fratello, con un po&#8217; di diffidenza, visto che fino ad allora prediligevo stare con le persone più grandi di me e loro sono tutti più piccoli. Beh mi sbagliavo, quel tocco di follia che Davide e la Tea mi hanno trasmesso si è rilevato fantastico nel cammino del mio inverno, serate memorabili sono passate, trasferte a Bologna, Viareggio, Barcellona e Rimini saranno memorabili. I  più presenti sono il Cangia, il Cibe e mio fratello, le serate di ubriachezza e follia ormai non si contano, ma i ricordi sono ancora vivi e sono straordinari. La vicinanza con mio fratello ci ha portati a vivere esperienze diverse fino ad un anno fa vissute separatamente, ci sono stati momenti di tensione fra noi due, ma sento che il nostro rapporto si è rinnovato ed è molto più profondo .Fra le nuove conoscenze femminili c&#8217;è da sottolineare l&#8217;importanza della Chiara, due mezze relazioni amorose, un legame che però va oltre i baci e gli abbracci, una ragazza sensibile, una di quelle persone che al primo sguardo capisci che ha qualcosa di diverso, un po&#8217; debole ma che vale la pena conoscere; siamo un po&#8217; altalenanti, però nei momenti di difficoltà, non c&#8217;è mai stato bisogno di chiamarsi, ci siamo semplicemente incontrati.Ad Aprile ho presentato la domanda per andare a fare l&#8217;Erasmus a Lisbona, l&#8217;università l&#8217;ha  accolta, e io ora sono impegnato con l&#8217;iter burocratico, ma contento di poter vivere questa esperienza che sicuramente sarà straordinaria.Tirando le somme è stato un anno pieno di novità, per lo più positive, ho lasciato una compagnia di amici che avevo paura di abbandoanare per dover ricominciare da zero, ma che mi ha donato davvero poche emozioni, ho conosciuto tante persone nuove, mi sono divertito tanto e sinceramente non ho rimpianti. Sto bene così. Ultima delle cose, con la morte di Ilaria, ho capito l&#8217;importanza della vita, e mi ha dato la consapevolezza che tutto quello fatto quest&#8217;anno è stato fatto nel verso giusto.</p>
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		<title>L&#8217;inizio dei mondiali&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 03:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Petri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questo sarà ricordato come il primo mondiale disputato in una nazione africana, nonostante tutto non darà al Sud-Africa una grossa spinta economica, ne una grande godibilità dello spettacolo, i biglietti per entrare allo stadio costano troppo per la maggior parte dei cittadini, le infrastrutture costruite hanno avuto costi spropositati, si è voluto copiare lo stile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://dimeedeimieipensieri.it/files/2010/06/grosso11.jpg" rel="lightbox[62]" title="grosso11.jpg"><img src="http://dimeedeimieipensieri.it/files/2010/06/grosso11.jpg" alt="grosso11.jpg" /></a><a href="http://dimeedeimieipensieri.it/files/2010/06/grosso11.jpg" rel="lightbox[62]" title="grosso11.jpg"></a></p>
<p>Questo sarà ricordato come il primo mondiale disputato in una nazione africana, nonostante tutto non darà al Sud-Africa una grossa spinta economica, ne una grande godibilità dello spettacolo, i biglietti per entrare allo stadio costano troppo per la maggior parte dei cittadini, le infrastrutture costruite hanno avuto costi spropositati, si è voluto copiare lo stile occidentale, sminuendo il vero stato africano di pura povertà. L&#8217;unica nota positiva è che per 30 giorni faranno festa e forse avranno meno pensieri per la testa&#8230;
<p>Questa è una competizione che dona grandi emozioni, sia che la propria nazione vinca, sia che perda. Ci sono tanti motivi per amare un torneo che riunisce dopo 4 anni di eliminatorie le migliori nazionali al mondo; il bello non sta tanto nel gioco, nello spettacolo dei 22 giocatori che si scontrano, ma sta almeno per me, nelle espressioni della gente che organizza, guarda, e fa diventare vivi questi scontri; alle volte penso, cosa sarebbe il calcio senza spettatori? La risposta è, sorvolando gli aspetti economici, niente. A me fanno una tristezza immensa, gli stadi vuoti che alle volte vengono imposti in Italia, quei 22 giocatori giocano per donare emozioni, e senza spettatori perdano la loro valenza. I mondiali hanno il loro fascino perchè mostrano al mondo le diversità delle nostre culture, la diversità delle persone, dei comportamenti; oggi nella partita di inaugurazione, l&#8217;unico coro è stato per gli inni, tutto il resto è stato rumore assordante delle trombette Sud-Africane, a uno sguardo semplicistico dei fatti può non far effetto questa cosa, eppure io sono rimasto impressionato da come si possa affrontare in maniera profondamente diversa il tifo per la propria squadra; siamo abituati al prototipo europeo, e oggi vedere i giocatori Sud-Africani entrare in campo ballando mi ha dato emozioni nuove, in Europa per esempio una squadra che entra così in campo per come siamo abituati, è destinata a una sconfitta pesante, eppure quel balletto, quelle trombette assordanti ci danno senza mezzi termini una panoramica completa di cosa è il Sud-Africa, di cosa è la cultura Sud-Africana.
<p>Intanto qua in Italia, sembra che tutti si siano dimenticati che siamo i campioni in carica, una critica continua, a Firenze tutti tifano per Argentina, Spagna, Brasile, e chi più ne ha più ne metta, sembrano tutti extra-terrestri in cerca di qualche squadra per cui simpatizzare; stento un po&#8217; a capire questa cosa, d&#8217;altronde questo deve essere un evento che particolarizzi la nostra nazione, che ci faccia sentire tutto uno e invece siamo capaci di sgretolarci anche in queste situazioni, Firenze quando ci sono questi eventi sembra una città-stato, mi sembra di tornare al medioevo e il che mi fa un po&#8217; tristezza&#8230;è anche da qua che si vede l&#8217;alto analfabetismo che ancora oggi colpisce la nostra nazione&#8230;
<p>In cuor mio, le emozioni che ho provato al gol di Grosso nella semifinale contro i Tedeschi, rimarranno sempre dentro di me, in quei giorni ero in vacanza a Rimini, mi ricorderò la festa, tutti sul lungomare a finire i clacson delle macchine, con le facce colorate, le bandiere con il tricolore e quel giocatore che incredulo di quello che aveva fatto piangeva&#8230;e intanto faceva piangere di gioa tante persone..una di quelle ero io. E gioire per quel gol significherà sentirmi parte della mia nazione, amare la mia cultura&#8230;probabilmente presto lascerò l&#8217;Italia, eppure si dica quel che si dica, il mio cuore sarà sempre qua.</p>
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		<title>Si sta, come d&#8217;autunno, sugli alberi, le foglie.</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 02:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Petri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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&#8220;Si sta, come d&#8217;autunno, sugli alberi, le foglie&#8221; Ungaretti

Ormai questo blog, e lo scrivere in generale, sono diventati la mia valvola di sfogo.Oggi se ne è andata una ragazza stupenda, non ancora 22 anni, nel pieno della vita, pronta a laurearsi e far esplodere le proprie capacità. Eppure è bastato un attimo per portarsela via, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://dimeedeimieipensieri.it/files/2010/06/ilaria.jpg" rel="lightbox[60]" title="ilaria.jpg"><img src="http://dimeedeimieipensieri.it/files/2010/06/ilaria.jpg" alt="ilaria.jpg" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://dimeedeimieipensieri.it/files/2010/06/ilaria.jpg" rel="lightbox[60]" title="ilaria.jpg"></a>&#8220;Si sta, come d&#8217;autunno, sugli alberi, le foglie&#8221; Ungaretti</p>
<p align="center"><a href="http://dimeedeimieipensieri.it/files/2010/06/ilaria.jpg" rel="lightbox[60]" title="ilaria.jpg"></a></p>
<p>Ormai questo blog, e lo scrivere in generale, sono diventati la mia valvola di sfogo.Oggi se ne è andata una ragazza stupenda, non ancora 22 anni, nel pieno della vita, pronta a laurearsi e far esplodere le proprie capacità. Eppure è bastato un attimo per portarsela via, per portare via i suoi sogni, la sua bellezza, la sua sensibilità, la sua capacità di essere sempre allegra, una ragazza come si usa dire &#8220;acqua e sapone&#8221;. Certi filosofi hanno tentato di farmi intendere che forse la via dell&#8217;eremita, della solitudine è quella che rende un uomo felice, incapace di soffrire non avendo legami affettivi, eppure poi uso il mio cervello, penso alle splendide giornate passate tra amici, in compagnia, le giornate festive raccolto fra i parenti, tra le persone che ami e credo che quei filosofi si sbagliassero in tutto ciò, credo che dobbiamo mangiare l&#8217;aria, non dobbiamo farci scappare un attimo di quelle emozioni, non dobbiamo farci scappare le espressioni gioiose di chi ci sta accanto, ma anche i momenti di sofferenza. Come dice un grande uomo dei nostri tempi: &#8220;INNAMORATEVI!! Se non vi innamorate è tutto morto vi dovete innamorare e diventa tutto vivo si muove tutto. DILAPIDATE LA GIOIA!! INNAMORATEVI!! Sperperate l&#8217;allegria,siate tristi e taciturni con esuberanzafate soffiate in faccia alla gente la felicità&#8230;.INNAMORATEVI!! Questo è quello che dovete fare per trasmettere la felicità bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici, per essere felici dovete patire stare male soffrire non abbiate paura di soffrire tutto il mondo soffre.&#8221;Ebbene si tutto il mondo soffre, ma la consapevolezza di aver perso una persona così semplicemente stupenda ha del tragico, dell&#8217;incredibile e io ancora non mi capacito, mi sembra un brutto incubo da cui risvegliarsi il prima possibile&#8230;Ho ancora in mente una serata di qualche anno fa, cena da me con una decina di amici, lei con noi che ride e scherza, giocando a un gioco da tavola tutti un po&#8217; ubriachi e in preda al ridere&#8230;Uno sguardo al cielo sapendo che già sei lassù, con la consapevolezza di non perdere più niente nella vita, solo per rispetto nei tuoi confronti, che non hai avuto l&#8217;opportunità di viverla fino in fondo&#8230;</p>
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		<title>Rifletto&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 18:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Petri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Che il vero amore, nonostante i mille sforzi che uno possa fare, se è il vero amore, non sparirà mai; potrai stare tutta la vita ad aspettarlo e ti sembrerà che siano passati solo pochi giorni&#8230; Potrai anche auto importi di non pensarla, auto vietarti di non chiamarla e di non vederla eppure basterà poco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che il vero amore, nonostante i mille sforzi che uno possa fare, se è il vero amore, non sparirà mai; potrai stare tutta la vita ad aspettarlo e ti sembrerà che siano passati solo pochi giorni&#8230; Potrai anche auto importi di non pensarla, auto vietarti di non chiamarla e di non vederla eppure basterà poco, il ricordo del suo profumo, vederla di sfuggita, sentire la sua voce, e quelle sensazioni che non provavi da mesi e mesi riappariranno come il sole dopo un temporale estivo, più limpide di prima e sicuramente con meno incertezze. Eppure poi il corso della vita, viaggi già fissati, progetti che hanno già preso il via&#8230;ti impediscano forse anche di provarci. Ma non so se valga la pena non provarci, forse potrebbe essere un&#8217;altra occasione che sfuma, altre esperienze perse, eppure il pensiero tornerà sempre a lei, al tuo battito di cuore che accelera, lo stomaco che si rivolta, è come l&#8217;effetto di una caduta che non finisce mai, che resta li per giorni e giorni. Io penso che valga la pena provarci, i viaggi si disdicono, all&#8217;interno dei progetti si fanno sacrifici, quei sacrifici che renderanno tutto molto più bello e appagante. Vorrei dare un consiglio a molti, evitate di stare con delle persone che non vi fanno provare quanto descritto sopra, evitate di stare con qualcuno per non stare da soli, non si è felici solo perchè il nostro attuale fidanzato fa tutto quello che si vorrebbe, si sarà felici quando si vedranno nei suoi sbagli, nelle sue imperfezioni, nelle mille sfaccettature del suo carattere tutto quello che vogliamo dalla nostra vita, quando vedremo che non è solo il bello che ci piace&#8230;</p>
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		<title>Una nuova pipa&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 23:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Petri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lento Fumo]]></category>

		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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 &#8221;Da dove vengo io le persone non deludono mai: sono coerenti e sempre affidabili&#8221; Tom nel film &#8220;La rosa purpurea del Cairo&#8221; di Woody Allen
Nella mia piccola esperienza di fumatore, le pipe iniziate non sono molte, ma non sono neanche poche, circa una cinquantina per la precisione. Fin dalle prime armi ho voluto fare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/28404285@N04/4584800277/" title="Mattia e Tea" rel="flickr-mgr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3299/4584800277_ae745aa89c.jpg" alt="Mattia e Tea" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/28404285@N04/4584800277/" title="Mattia e Tea" rel="flickr-mgr"></a> &#8221;Da dove vengo io le persone non deludono mai: sono coerenti e sempre affidabili&#8221; Tom nel film &#8220;La rosa purpurea del Cairo&#8221; di Woody Allen</p>
<p>Nella mia piccola esperienza di fumatore, le pipe iniziate non sono molte, ma non sono neanche poche, circa una cinquantina per la precisione. Fin dalle prime armi ho voluto fare a modo mio, e ancora oggi non ho una sequenza di gesti ben predefiniti, per iniziare una nuova pipa. L&#8217;unica cosa su cui pongo molta attenzione, per lo più per non fare danni irreparabili, è di non farla scaldare troppo, piuttosto la riaccendo una volta in più. Per la carica ultimamente, più o meno da quando mi sono affidato al brand londinese, riempo a circa 3/4, le prime due o tre cariche, ma non è poi una cosa su cui ponga molta attenzione. I tabacchi che uso sono virginia, fra le ragioni si possano annoverare la mia preferenza di quest&#8217;ultimi sulle altre miscele, e perchè credo che fra tutte le tipologie caratterizzino di meno la pipa (per esempio vedo il Grouseemoor un buon tabacco da rodaggio, ha un bel taglio e brucia bene). Detto questo vorrei fare due considerazioni su quello che si scrive sui forum, spesso si vede scritto: &#8220;ho comprato questa pipa, è bella e fuma bene da subito, sento che è già la mia preferita&#8230;&#8221;, sembra che tutte le pipe comprate dagli utenti di<a href="http://www.fumarelapipa.com/"> flp</a> siano perfette, che diano un buon gusto al tabacco dalla prima fumata, che non abbino difetti tecnici o robe simili; a mio parere tutte considerazioni date dallo stato d&#8217;animo e dall&#8217;approccio sbagliato. Analizzando bene la situazione l&#8217;iniziare una pipa per un fumatore è sempre una nuova emozione, si hanno aspettative, si sognano i luoghi in cui potrà farci da compagna, si pensa all&#8217;utilità che potrà avere nel tempo e così via, tutte questi sogni, aspettative e via dicendo porteranno il fumatore a dimenticare cosa sta fumando, colmandolo di momenti di pura gioia; eppure quelle prime pipate, a meno di grossi colpi di fortuna, non saranno mai paragonabili a una fumata con una pipa già fatta, anzi nella maggior parte dei casi saranno disgustose; fra le mie 7 Dunhill non ce n&#8217;è stata una che mi abbia reso il gusto del tabacco come è, eppure non le ho buttate nel cassetto e fatte sparire dalla circolazione, addirittura con la County la prima fumata fu così schifosa da non prendere in mano una pipa per qualche giorno (ma ora è una delle mie inseparabili). Facendola corta, quello su cui un fumatore di pipa si dovrebbe concentrare è il rapporto con la pipa, e concentrarsi se la pipa è adatta o no alla nostra persona, è adatta o no agli scopi per cui l&#8217;abbiamo comprata, per esempio solo oggi mi sono deciso di andare da Castellana a prendere quella Bruyere ormai da tre mesi messa via per me, rimandavo sempre vuoi per i soldi vuoi per poca motivazione, oggi d&#8217;un tratto mi sono vestito e sono andato a prenderla, a mio parere quella pipa può servirmi alla scrivania, la vedo comoda mentre studio o mentre guardo un film, logicamente queste sono impressioni esclusivamente visive, certo è che se questa pipa risponderà positivamente alle mie aspettative sarà già un buon approccio, e alla fine dalle prime fumate, almeno io, non chiedo niente di più&#8230;</p>
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		<title>Curiosità, Studio e Riflessioni!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 02:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Petri</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Citazioni]]></category>

		<category><![CDATA[Lento Fumo]]></category>

		<category><![CDATA[Pipe Dunhill]]></category>

		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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&#8220;In amore il particolare vale più dell&#8217;universale&#8221; Kierkegaard
Questo post parte dalla mia frequentazione del corso &#8220;teoria dei media&#8221;, forse il corso più difficile in cui fino a oggi mi sono imbattuto; una materia che però, grazie anche al preparatissimo professore, dà molti spunti di riflessione. Leggendo &#8220;Parlare al vento&#8220; che per l&#8217;esame non è obbligatorio ma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/28404285@N04/4536217939/" rel="flickr-mgr" title="Mattia"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2761/4536217939_d5013eca63.jpg" alt="Mattia" /></a></p>
<p align="center">&#8220;In amore il particolare vale più dell&#8217;universale&#8221; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%B8ren_Kierkegaard">Kierkegaard</a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%B8ren_Kierkegaard"></a></p>
<p>Questo post parte dalla mia frequentazione del corso &#8220;teoria dei media&#8221;, forse il corso più difficile in cui fino a oggi mi sono imbattuto; una materia che però, grazie anche al preparatissimo professore, dà molti spunti di riflessione. Leggendo &#8220;<a href="http://www.meltemieditore.it/Scheda_libro.asp?Codice=T028">Parlare al vento</a>&#8220; che per l&#8217;esame non è obbligatorio ma che aiuta nello studio dell&#8217;altro materiale, si conoscono tante curiosità del mondo della comunicazione, per esempio le cassette della posta sono un&#8217;invenzione moderna, le prime apparvero nel 1855 a Londra, gli Stati Uniti si adeguarono nel 1858; questa curiosità ha però un significato molto profondo, tenterò di spiegarlo brevemente: L&#8217;idea che  le lettere implichino la consegna di un messaggio privato a un destinatario specifico si affermò tardi nel tempo, l&#8217;attuale divisione di genere tra corrispondenza personale e pubblica non esisteva in termini precisi nelle newsletter del XVIII secolo in Inghilterra e nelle colonie. La lettera &#8220;familiare&#8221; era distinta dalle newsletter, il precursore del moderno giornale, ma entrambe potevano essere editate per e dal pubblico. La posta in poche parole non era un canale sicuro. Le lettere all&#8217;ora erano più o meno come le attuali cartoline postali, e cioè indirizzate privatamente ma con un contenuto pubblico accessibile. Il primo francobollo per l&#8217;appunto apparve nel 1840 in Gran Bretagna e raffigurava la regina Vittoria, fu un passo notevole verso  l&#8217;impersonalità dell&#8217;accesso visto che prima di allora, per ogni lettera, venivano registrati dagli uffici locali delle poste la ricezione e il pagamento della tassa che stranamente era a carico del ricevente, quindi le poste avevano sotto controllo tutte le letture dei riceventi. Per farla breve, i francobolli, le buste e le buche delle lettere resero chi spediva la posta sovrano, in linea di principio, della propria missiva. L&#8217;ufficio postale aveva così ottenuto qualcosa di simile a ciò che sant&#8217;Agostino o Locke auspicavano per il linguaggio: trasformare un sistema di significato implicitamente pubblico e pluralista in un sistema governato dalla volontà privata di colui che spediva le lettere. L&#8217;ufficio postale, organizzato secondo le restrinzioni del mittente sul ricevente, trasformò le lettere da creature di disseminazione (quello che si auspica nella bibbia per la comunicazione) in creature di apprente dialogo (quello che auspica Platone nel Fedro). Oltre a questa piccola curiosità, vorrei proporre una riflessione che ha poco a che vedere con quello appena detto. Vorrei parlare dell&#8217;autenticità; l&#8217;arrivo dei nuovi media, telefoni, registratori, radio, televisione ha acceso il dibattito sulle repliche, un dibattito che ha tirato fuori delle riflessioni molto interessanti. Focalizziamoci per esempio su un classico, la Monna Lisa di Leonardo da Vinci, nonostante le nostre tecnologie molto avanzate nessuno al giorno d&#8217;oggi può copiare in maniera perfetta questo quadro, quello che manca è l&#8217;effetto dell&#8217;invecchiamento, questo è il particolare che ancora oggi non si riesce a riprodurre; però possiamo ipotizzare che l&#8217;umanità arrivi a un livello tecnologico altissimo e che si riesca a riprodurre un quadro identico in ogni dettaglio a quello vero; Il nostro sguardo cadrà con il solito spirito critico su entrambi i quadri? i quadri sarebbero in tutto e per tutto la stessa cosa? la rispota è no, Una (l&#8217;originale) ci chiederebbe di percorre una serie di associazioni magiche contagiose indietro nel tempo, fino al periodo di Leonardo, l&#8217;altra ci lascerebbe impressionati dalla nostra stessa maestria. L&#8217;originale e la copia offrirebbero ai rispettivi visitatori uno stimolo diverso: il viaggiare nel tempo o guardare con stupore; un quadro sarebbe adatto per il Louvre l&#8217;altro per DisneyLand. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Benjamin">Benjamin</a> ci dice a ragione che: &#8220;le opere d&#8217;arte non sono solo testi, vale a dire, campi riproducibili di significanti; la loro origine, la vita successiva e la forma materiale, tutto questo ha un grande importanza. Oggetti identici stimolano posizioni ermeneutiche radicalmente differenti&#8221;. Come ha osservato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%B8ren_Kierkegaard">Kierkegaard</a> &#8221;oggetti identici non sono mai identici, la ripetizione è impossibile&#8221;; un &#8216;opera è infestata da un&#8217;intera trama di fantasmi e leggende storiche, l&#8217;altra invece ha bisogno di essere rifornita di quell&#8217;aura. Lasciando stare le riflessioni a riguardo della comunicazione, a partire da questa riflessione vorrei passare all&#8217;oggetto pipa e alla casa di Duke Street. Nonostante molti tentino ,con copie ad oggi per lo più approssimative o con chiacchere poco veritiere, di rubare l&#8217;aura di questo marchio, nessuno ci riesce e mai ci riuscirà. L&#8217;originalità di tale marchio sta a mio avviso nella sua storia, nei suoi particolari che nessun altro marchio ha (e per citare di nuovo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%B8ren_Kierkegaard">Kierkegaard</a> &#8221;In amore il particolare vale più dell&#8217;universale), se mai qualcuno riuscisse a riprodurre una Dunhill molecola per molecola, riuscirà solamente ad impossessarsi in maniera alternativa delle nuove tecnologie, ma la copia potrà al massimo finire tra le pipe da cesto, sarà solo e sempre l&#8217;originale a mantenere l&#8217;aura, a farci viaggiare nel passato e pensare ai primi artigiani Dunhill a lavoro, o allo studio delle  forme oggi diventate classiche, che un tempo forse erano inusuali e innovative&#8230;sarà solo l&#8217;originale a farci provare certi sensazioni che la copia non può riprodurre in nessun modo.</p>
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