Di Me E Dei Miei Pensieri.it

14 Giugno 2010

Di un altro anno che passa…

Archiviato in: Riflessioni — Mattia Petri @ 02:05

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Ormai i miei 22 anni sono ufficializzati, è passato un altro anno, molto velocemente, fin troppo; è stato un po’ l’anno della svolta, ho avuto grandi esperienze, ed ho messo le basi per fare qualcosa di grande. L’anno scorso di questi tempi avevo da poco iniziato la stagione a Rimini, intanto però ero riuscito a stringere rapporti forti con le nuove conoscenze, che ancora oggi perdurano grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, ma sopratutto perchè si è stretto qualcosa di importante con alcune di loro. Quella della stagione un’esperienza strabiliante che divergeva completamente dal mio stile di vita abbastanza da fighetto che avevo fino ad allora. Ho conosciuto in particolare due persone che rimarranno sempre nei miei ricordi, le due persone sono Davide, il mio collega di sala, e Mattea la figlia della proprietaria dell’albergo davanti a dove lavoravo; due persone piene di personalità, simpatiche, estroverse, impulsive, e incredibilmente piacevoli, amanti della follia, che sono riusciti a trasmettermi tanta voglia di vivere con un po’ di follia la mia età.Intanto per le mie scappatelle estive finiva la storia d’amore più importante che ho avuto fin’ora, 3 anni di tira e molla che hanno lasciato un segno indelebile, e che mi hanno fatto capire cosa vuol dire amare e rispettare una persona. Finita la stagione, il ritorno a Firenze è stato un po’ traumatico, persa la fidanzata e la compagnia di amici, sopratutto perso l’amico che fino a prima dell’estate era l’unico che credevo di poter chiamare così: ha deciso che per lui era più importante mettere le mani sulla mia ex, che rispettare la fiducia di un amico…poco importa, certe persone meglio perderle che trovarle…Ritorno al vecchio posto di lavoro, e rinizio con nuovo piglio l’università; a lavoro ci sono delle piccole novità sono costretto a fare la sponda fra due pizzerie, ma col senno di poi sono contento di questa cosa, ho imparato nuove cose e come cameriere mi sento molto più completo ed ho conosciuto nuove persone.Per il lato studio ho visto segnare due nuovi voti sul mio libretto universitario, Sociologia e Scienza Politica, due esami importanti per la mia facoltà e ancora sono in corsa con gli appelli estivi.Nel frattempo entro nella compagnia di mio fratello, con un po’ di diffidenza, visto che fino ad allora prediligevo stare con le persone più grandi di me e loro sono tutti più piccoli. Beh mi sbagliavo, quel tocco di follia che Davide e la Tea mi hanno trasmesso si è rilevato fantastico nel cammino del mio inverno, serate memorabili sono passate, trasferte a Bologna, Viareggio, Barcellona e Rimini saranno memorabili. I  più presenti sono il Cangia, il Cibe e mio fratello, le serate di ubriachezza e follia ormai non si contano, ma i ricordi sono ancora vivi e sono straordinari. La vicinanza con mio fratello ci ha portati a vivere esperienze diverse fino ad un anno fa vissute separatamente, ci sono stati momenti di tensione fra noi due, ma sento che il nostro rapporto si è rinnovato ed è molto più profondo .Fra le nuove conoscenze femminili c’è da sottolineare l’importanza della Chiara, due mezze relazioni amorose, un legame che però va oltre i baci e gli abbracci, una ragazza sensibile, una di quelle persone che al primo sguardo capisci che ha qualcosa di diverso, un po’ debole ma che vale la pena conoscere; siamo un po’ altalenanti, però nei momenti di difficoltà, non c’è mai stato bisogno di chiamarsi, ci siamo semplicemente incontrati.Ad Aprile ho presentato la domanda per andare a fare l’Erasmus a Lisbona, l’università l’ha  accolta, e io ora sono impegnato con l’iter burocratico, ma contento di poter vivere questa esperienza che sicuramente sarà straordinaria.Tirando le somme è stato un anno pieno di novità, per lo più positive, ho lasciato una compagnia di amici che avevo paura di abbandoanare per dover ricominciare da zero, ma che mi ha donato davvero poche emozioni, ho conosciuto tante persone nuove, mi sono divertito tanto e sinceramente non ho rimpianti. Sto bene così. Ultima delle cose, con la morte di Ilaria, ho capito l’importanza della vita, e mi ha dato la consapevolezza che tutto quello fatto quest’anno è stato fatto nel verso giusto.

12 Giugno 2010

L’inizio dei mondiali…

Archiviato in: Riflessioni — Mattia Petri @ 04:26

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Questo sarà ricordato come il primo mondiale disputato in una nazione africana, nonostante tutto non darà al Sud-Africa una grossa spinta economica, ne una grande godibilità dello spettacolo, i biglietti per entrare allo stadio costano troppo per la maggior parte dei cittadini, le infrastrutture costruite hanno avuto costi spropositati, si è voluto copiare lo stile occidentale, sminuendo il vero stato africano di pura povertà. L’unica nota positiva è che per 30 giorni faranno festa e forse avranno meno pensieri per la testa…

Questa è una competizione che dona grandi emozioni, sia che la propria nazione vinca, sia che perda. Ci sono tanti motivi per amare un torneo che riunisce dopo 4 anni di eliminatorie le migliori nazionali al mondo; il bello non sta tanto nel gioco, nello spettacolo dei 22 giocatori che si scontrano, ma sta almeno per me, nelle espressioni della gente che organizza, guarda, e fa diventare vivi questi scontri; alle volte penso, cosa sarebbe il calcio senza spettatori? La risposta è, sorvolando gli aspetti economici, niente. A me fanno una tristezza immensa, gli stadi vuoti che alle volte vengono imposti in Italia, quei 22 giocatori giocano per donare emozioni, e senza spettatori perdano la loro valenza. I mondiali hanno il loro fascino perchè mostrano al mondo le diversità delle nostre culture, la diversità delle persone, dei comportamenti; oggi nella partita di inaugurazione, l’unico coro è stato per gli inni, tutto il resto è stato rumore assordante delle trombette Sud-Africane, a uno sguardo semplicistico dei fatti può non far effetto questa cosa, eppure io sono rimasto impressionato da come si possa affrontare in maniera profondamente diversa il tifo per la propria squadra; siamo abituati al prototipo europeo, e oggi vedere i giocatori Sud-Africani entrare in campo ballando mi ha dato emozioni nuove, in Europa per esempio una squadra che entra così in campo per come siamo abituati, è destinata a una sconfitta pesante, eppure quel balletto, quelle trombette assordanti ci danno senza mezzi termini una panoramica completa di cosa è il Sud-Africa, di cosa è la cultura Sud-Africana.

Intanto qua in Italia, sembra che tutti si siano dimenticati che siamo i campioni in carica, una critica continua, a Firenze tutti tifano per Argentina, Spagna, Brasile, e chi più ne ha più ne metta, sembrano tutti extra-terrestri in cerca di qualche squadra per cui simpatizzare; stento un po’ a capire questa cosa, d’altronde questo deve essere un evento che particolarizzi la nostra nazione, che ci faccia sentire tutto uno e invece siamo capaci di sgretolarci anche in queste situazioni, Firenze quando ci sono questi eventi sembra una città-stato, mi sembra di tornare al medioevo e il che mi fa un po’ tristezza…è anche da qua che si vede l’alto analfabetismo che ancora oggi colpisce la nostra nazione…

In cuor mio, le emozioni che ho provato al gol di Grosso nella semifinale contro i Tedeschi, rimarranno sempre dentro di me, in quei giorni ero in vacanza a Rimini, mi ricorderò la festa, tutti sul lungomare a finire i clacson delle macchine, con le facce colorate, le bandiere con il tricolore e quel giocatore che incredulo di quello che aveva fatto piangeva…e intanto faceva piangere di gioa tante persone..una di quelle ero io. E gioire per quel gol significherà sentirmi parte della mia nazione, amare la mia cultura…probabilmente presto lascerò l’Italia, eppure si dica quel che si dica, il mio cuore sarà sempre qua.

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